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LA RIFORMA RIVOLUZIONA LE DOGANE

LA RIFORMA RIVOLUZIONA LE DOGANE
Banca mondiale: Italia al top – Delrio: presto lo Sportello unico
Nell’ultimo anno l’Italia è riuscita ad abbattere i tempi di sdoganamento delle merci, facendo un balzo in avanti nelle classifiche mondiali e arrivando al 92,6% delle dichiarazioni sdoganate entro cinque minuti. Un progresso che riconoscono anche gli operatori portuali e che deriva dal processo di digitalizzazione messo a punto dall’Agenzia delle dogane con la creazione, tra l’altro, del fascicolo elettronico. Strumento che permette di far arrivare alla dogana, per via telematica, i documenti relativi alla merce imbarcata su una nave, ancor prima che questa arrivi in porto. Un sistema che, tra l’altro, permette di mandare avanti le operazioni di sdoganamento 24 ore su 24 con controllo online.
Il nuovo corso è partito grazie alle possibilità offerte dal Codice doganale dell’Ue, entrato in vigore l’1 maggio 2016, in virtù del quale, spiega Giuseppe Peleggi, direttore dell’Agenzia, «la dogana italiana, grazie al grado di digitalizzazione raggiunto, ha implementato soluzioni che conservano le semplificazioni già adottate a livello nazionale (sportello unico, preclearing e fast corridors) e nuove facilitazioni, prima fra tutte il fascicolo elettronico. Insomma, stiamo realizzando la dogana 4.0».
E sui progressi si concentra anche il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio: «I risultati che negli ultimi due anni abbiamo conseguito – afferma – meriterebbero di essere conosciuti di più da tutti gli operatori mondiali, perché il sistema logistico e portuale italiano si sta facendo davvero d’interesse a livello intercontinentale. Stiamo puntando con decisione, lavorando di concerto con l’Agenzia delle dogane, sull’informatizzazione dell’intera catena logistica, consapevoli che l’efficienza di un sistema trasportistico delle merci moderno e competitivo non può che essere ad elevato contenuto di tecnologia. Tra l’altro, abbiamo voluto prevedere, nella legge di riforma del sistema portuale, il nuovo Sportello unico doganale e dei controlli (Sudoco) che consentirà di coordinare centralmente tutti i 133 procedimenti amministrativi relativi al controllo sulle merci in transito nei nostri scali». L’Enabling trade index 2016 del World economic forum, che valuta 136 Paesi in base alla loro capacità di agevolare i flussi commerciali, pur sottolineando che, quanto a connettività via mare, l’Italia è scesa dal 13° al 16° posto rispetto al 2015, la pone al 3° posto nella graduatoria relativa all’efficienza delle procedure doganali, dopo Singapore ed Emirati Arabi. Mentre la dogana italiana risulta al 1° posto per quanto concerne il tempo e il costo per la movimentazione. Nel report Doing business 2017 della Banca Mondiale, poi, in una una graduatoria di 190 Paesi, l’Italia risulta al primo posto per tempi e costi di sdoganamento, posizione raggiunta nel 2016, mentre nel 2015 occupava il 37° posto e nel 2014 il 56°. Dai dati raccolti dalle dogane sui porti, inoltre, emerge che, in Italia, le dichiarazioni sdoganate entro cinque minuti erano, prima dell’introduzione del fascicolo elettronico (1 gennaio-30 aprile 2016), l’84,3%; dall’1 maggio (entrata in vigore del nuovo sistema) al 31 dicembre 2016, sono arrivate al 92,6%, con un utilizzo del fascicolo elettronico al 37,2%.
Ma guardando i diversi scali si nota anche come l’innovazione del fascicolo elettronico stia colmando il divario tra porti del Nord Italia (dove le procedure erano già più veloci) e quelli del Sud. Genova dal 65,8% delle merci sdoganate entro cinque minuti passa (al 31 dicembre 2016) all’87,6%; La Spezia dal 77% al 91,6%; Livorno dal 64,8% al 91,3%; Venezia dal 92,1% al 96,5%; Trieste da 18,4% al 77,8%. Civitavecchia sale dal 2,7% al 62%, Napoli dal 2,2% al 55,7%; Gioia Tauro dallo 0,01% al 67,3%; Bari dal 2,6 al 72,8%. La maglia nera va invece a Salerno, che recupera poco: dal 6,5% al 24,5. Sull’avvenuta velocizzazione degli sdoganamenti concordano sia il presidente degli spedizionieri doganali, Giovanni De Mari, sia il numero uno di Confetra, Nereo Marcucci, ma rilevano la necessità che Delrio renda operativo al più presto il Sudoco, in modo da concentrarvi tutti gli adempimenti connessi a entrata e uscita delle merci.
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Raoul de Forcade
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