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VENEZIA, FERROVIE E TRAFFICO CONTAINER TRAINANO LA CRESCITA

VENEZIA, FERROVIE E TRAFFICO CONTAINER TRAINANO LA CRESCITA
«Abbiamo approfittato della crisi, cercando di capire i punti deboli e quali i punti forti su cui puntare». Paolo Costa, presidente uscente dell’Autorità portuale di Venezia, fa un bilancio positivo dei suoi otto anni nella conferenza stampa di fine mandato. Fra il 2008 e il 2016ci sono state la crisi finanziari, la momentanea ripresa economica, il nuovo tonfo del 2012 e la lenta uscita dalla crisi dell’economia mondiale iniziata nel 2014, con notevoli ricadute sulle realtà produttive ed economiche globali.
In questo quadro il Porto di Venezia con i suoi tre scali è riuscito a ricavarsi un ruolo di primo piano a livello nazionale e l’inserimento, nel 2013, nella rete dei porti prioritari europei. Un esempio è il settore dei container, passato dai 379.072 Teu del 2008 ai 605.875 Teu (+59,8%) del 2016, o ancora l’Agribusiness salito, in otto anni, 1,9 a 2,3 milioni di tonnellate. Anche i numeri dei prodotti petroliferi, solo all’apparenza negativi per la scomparsa del greggio, portano invece buone notizie. Il traffico di oli derivati aumenta del 47,8% «a testimonianza che Porto Marghera è oggi una realtà rilevante nel settore della produzione e distribuzione di bio-carburanti», si legge nella relazione finale. Un altro dato riguarda il settore Ro-Ro, dimezzato dalle crisi civili e politiche del Mediterraneo orientale (Egitto, Siria, Libia in primis) ma ripresosi velocemente a partire dal 2014. Da allora il Porto di Venezia ha saputo mettere a disposizione un nuovo terminal dedicato che tra il 2015 e il 2016 ha incrementato del 30,7% i traffici, «un dato che avrebbe potuto essere maggiore se il Governo avesse sbloccato anche per Venezia le quote per il mercato turco». A spiegare la competitività del porto c’è anche il dato ferroviario: nel 2016 il porto di Venezia ha avuto il maggior incremento in Italia (+46%), che ha portato la movimentazione di 7.140 treni in un anno, lanciando Venezia tra i principali porti che usano la modalità ferroviaria insieme a La Spezia, Trieste e Genova.
«Oggi – ha sottolineato Costa – abbiamo un sistema efficiente. Da un lato lascio un progetto completo e coerente, in base al quale bisogna decidere, guardando al 2030, quali siano gli obiettivi massimi raggiungibili per container, ro-ro, rinfuse e, solo infine crociere. Lasciamo questioni che avrebbero dovuto essere chiuse da tempo, ma che continuano a trascinarsi per incapacità di decidere e sottorappresentazione dei problemi di Venezia». Tra i dossier aperti, il terminal offshore Voops e la soluzione del passaggio delle crociere in Bacino San Marco: il decreto Clini Passera sta per compiere cinque anni.
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Barbara Ganz
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